la vita, l'universo eccetera

secondo l'immodesta opinione

di Davide L. Malesi.

Invece il Damiani, classe 1922 come il Gassman che tanto ci piace, e che è un furlàn di quelli intellettuali - e oltre che regisseur scrittore e sceneggiatore, quando l’era giuvin ha fatto film da ricordare anche a decenni di distanza, come questo. Che l’ha prodotto la combriccola del primo Olmi, la quale dava conto di certe sperimentazioni; insomma all’inizio dei 60 a Milàn che l’era un gran Milàn si faceva un cinema veloce e in certo modo avanti, ma tanto.
Dunque, dopo il personal shopper e il personal trainer abbiamo il (ben più degno e meritevole, a mio avviso) personal reader.  Chi fosse interessato, può trovarne notizie qui.
In controtendenza con Pornoromantica, decidete di aprire un blog su Wordpress per parlare della vostra verginità. In poco meno di mezzora, trovate 2455 commenti. Presto notate che, però, i commenti meno offensivi sono del tipo “ma chi te crede, aò”, “maffallafinita”, “seee, come no? e io sono papa razzi”. Roba che anche lo staff di Wordpress vi ha scritto per esternare la sua incredulità. Blogbabel, dopo una settimana di titubanze, vi sistemerà nella sezione “cazzari”.
Visto il trailer, ho esclamato: “Un’altra versione di 4 Matrimoni e un funerale, sarà una roba tipo 3 funerali e una cresima”. Sbagliavo, ma non per il fatto che gli anglicani non celebrano la cresima. Ma perché il film non è una commedia romantica con umorismo british, ma una scoreggionata ambientata nella campagna inglese, Se Vanzina invece di Olè avesse fatto Pudding, il risultato non sarebbe stato dissimile da questo.
Due macellai cattolici diventano killer e alfieri della giustizia sommaria; un investigatore potrebbe incastrarli, poi cambia idea. Feticismo delle armi da fuoco, feticismo delle armi da taglio, feticismo della corda di iuta, feticismo della Vergine Maria, feticismo della body modification, feticismo dell’odio/amore verso se stessi. Solo un omofobo profondamente, autenticamente fiero delle proprie convinzioni può girare un film trasudante una tale frocitudine e continuare a sostenere (a distanza di ANNI) che non si era accorto di nulla, povera stella.

Se non fossi mai stata in Inghilterra e avessi dovuto farmene un’idea attraverso i libri e avessi avuto a disposizione soltanto libri di Charles Dickens, l’impressione che me ne sarei fatta sarebbe stata questa:

L’inghilterra è abitata da diciotto persone in panciotto che bevono tè e mangiano pane imburrato. Ciascuno di questi diciotto inglesi che esistono, incrociando per caso uno degli altri diciassette lungo il proprio cammino, può star certo che si tratti del proprio padre o figlio illegittimo o benefattore segreto o aguzzino o assassino, anche se lui ancora non lo sa. Qualsiasi combinazione è accettata. Gli inglesi grassi sono cattivi, di solito. Le inglesi brutte, anche.

Eppure sono perplessa e continuo a chiedermi se proprio questi scoppi di ilarità non siano fra le reazioni  genialmente previste dall’autore, se è vero quello che scherzosamente ha risposto lo stesso Cronenberg quando gli è stato chiesto quale mai fosse l’originario messaggio di Ballard: “Allacciatevi le cinture e guidate con prudenza”.