la vita, l'universo eccetera

secondo l'immodesta opinione

di Davide L. Malesi.

Sognavi di essere a Roma per la prima lezione di giornalismo all’Auditorium? C’era Amira Hass ma faceva un freddo tremendo quella sera, lo so. Ora però non hai più scuse: puoi guardarti il video al calduccio della tua stufa.
Il podcast delle lezioni di giornalismo (seguendo il link trovate sia il video che l’mp3 della lezione di Amira Hass, che dura circa un’ora)
1 year ago
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Scusi, perché ha scelto di fare l’obiettore?”. Seduto sul divanetto di un grande ospedale romano, F.T. sembra sorpreso. Quarant’anni, occhialini alla moda, chiede quasi risentito: “E perché dovrei mettermi in rotta col mio primario che di aborti proprio non vuol sentirne parlare e rovinarmi la carriera per un lavoro umiliante che nessuno mi obbliga a fare?”.
Chiara Valentini racconta lo scandalo delle obiezioni ossequiose [ho scoperto questo notevole articolo grazie a Sorelle d’Italia]
1 year ago
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I siti stranieri: poco risalto alla rinuncia del Papa

Per la serie: godetevi il vostro medioevo, che noi ne siamo già usciti e pure in fretta… — ribloggato da hardcorejudas

1 year ago
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I professori satanici della Sapienza - Radio Maria — ribloggato da phonkmeister

1 year ago
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Si spera nell’accoppiamento con la sorpresa, che poi non ci sarebbe perché, secondo Signorini, si tratterebbe di un individuo già operato. Senza andare tanto per il sottile poi, si potrebbe invitare il Califfo e chiedergli di cantare l’immortale ‘Avventura con un travestito’, chiedere alle concorrenti di sesso femminile di interpretare una scena dell’immortale film “Un trans chiamato desiderio”, invitare Lapo per una consulenza…
Il diritto di parola è sacro, soprattutto quello del monarca dello stato pontificio. Il diritto di parola di un comune cittadino italiano, è assai meno sacro. Del cittadino italiano che contesta Ferrara al Teatro dal Verme, si parla come di “qualche contestatore portato via di peso”. Capite quanto sono vigliacchi i difensori del diritto alla parola di Ratzinger? Tutti sappiamo benissimo che il diritto alla parola del papa e quello di un cittadino italiano qualsiasi si realizzano in maniera radicalmente disuguale. La parola del papa, monarca assoluto del vaticano e della chiesa cattolica, è ad ogni istante nell’arena pubblica, raggiunge tutti, attraverso i più diversi mezzi, privati e statali, confessionali e non, per radio, televisione e stampa. Ma questo vale anche per opinionisti come Giuliano Ferrara, che dirigono un giornale, intervengono in TV. Ma dove starebbe, dunque, la libertà del cittadino qualsiasi, che non dirige un giornale e non è monarca assoluto? Può egli, in un’occasione pubblica come la serata al Teatro Dal Verme, di fronte a Ferrara che lancia la moratoria sull’aborto, prendere la parola? Farsi sentire dagli altri? “… qualche contestatore è portato via di peso”. Oppure “Mentre un’altra [donna] circondata dal servizio d’ordine, inscena una danza silenziosa, portando le due mani unite nel simbolo femminista sopra la testa”.

Negli Stati Uniti, la Corte Distrettuale del Texas non si è potuta pronunciare in merito alla procedura giudiziaria civile presentata contro Papa Benedetto XVI, accusato di complotto per coprire le molestie sessuali contro tre ragazzi da parte di un seminarista perché l’Amministrazione Bush ha bloccato la procedura giudiziaria informando il tribunale che Benedetto XVI gode di immunità come Capo di Stato, sottolineando dunque che avviare il procedimento sarebbe «incompatibile con gli interessi della politica estera degli Stati Uniti», che dal 1984 hanno allacciato rapporti diplomatici con la Santa Sede.

E poiché Ratzinger sarà Capo di Stato finché non morirà, questo significa che la sua elezione a Pontefice fu una sentenza di assoluzione perpetua e un modo per contenere la diffusione mediatica dello scandalo sulla pedofilia.