la vita, l'universo eccetera

secondo l'immodesta opinione

di Davide L. Malesi.

Prendersela con il film di Sorrentino perché è schierato, perché sostiene la tesi della colpevolezza, perché il povero Andreotti è accusato di tutto, perché non è vero che le riunioni della corrente Andreottiana erano proprio così, perché la DC ha fatto grandi cose e non solo schifezze, perché, insomma, Andreotti non è il mostro che verrebbe dipinto nel film, vuol dire solo due cose: che chi sostiene questo non ha visto il film o, se l’ha visto, era già tanto predisposto a parlarne male che non ha colto l’aspetto principale. Sorrentino salva Andreotti. E lo fa con il monologo sul male che viene perpetrato per conservare il bene. Lo salva a tal punto che il vero problema de “Il Divo” è che si esce dal cinema con la sensazione che Andreotti, in fondo, sia persino un simpatico guaglione.
Bosco. Due uomini vestiti come cacciatori, con un cane che per un profano della caccia – cioè il 97% degli italiani - può benissimo essere da caccia. A cosa pensi? Alla caccia. Cioè un territorio che con i valori del Manifesto non c’entra proprio un cazzo. Ricordiamoci che il primo impatto con un’immagine, quello istintivo, irrazionale, è fondamentale, e qui già non ci siamo. Ma continuiamo, c’è di meglio.

La pubblicità del Manifesto fa pubblicità a Libero (per la serie: visti i risultati elettorali, continuiamo così, facciamoci del male)

1 year ago
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Il piacere femminile è sempre stato piegato al volere degli uomini. E quando non ci piaceva quello che facevano allora eravamo isteriche o frigide. Se cercavamo orgasmi e godimento invece eravamo ninfomani. Perciò si tratta di schiavitù e nel nostro percorso di liberazione effettivamente ci sarebbe bisogno di scrivere da qualche parte che una società come si deve dovrebbe essere basata su una carta di diritti che preveda anche quello al piacere femminile. […] Un corpo di donna lo si considera muto e se tenta di parlare lo si piega al silenzio. Così può capitarti quello che ti guarda strano se pratichi l’orgasmo urlato. C’è chi si imbarazza se segnali corsie d’emergenza per portarti al piacere. C’è chi ti concede una dignità di desiderio solo se a lui non è venuto su. Perché spesso noi esistiamo in una sorta di complicità con maschi inefficienti. Un patto del silenzio: io tarzan moscio e tu jane puttana. […] È una società che basa le proprie certezze sull’omofobia. È una società che basa il proprio equilibrio sul controllo dei corpi. Sulla loro certa destinazione d’uso che mai potrà discostarsi dai fini riproduttivi. Sulla negazione del piacere, del desiderio, della pelle, degli odori, delle labbra, del sangue, delle mani. Le negano agli altri e poi le negano a sé stessi salvo poi viversi sessualità non consapevoli e prive di qualunque forma di consensualità. Di questo è fatta la pedofilia dei preti e di questo sono fatti gli stupri delle monache. […] Bisogna ribadirlo, dichiararlo, urlarlo: Il sesso è una roba che riguarda noi. I corpi sono “cosa nostra.” La sessualità è roba mia. Voglio stare con chi sto bene a letto e non con chi torna utile alla ripopolazione del pianeta. Non sono un lombrico. Non sono una mucca spenta. Non sono un’animale da monta. Non siamo formiche, api operaie, lucertole, pipistrelli. Non siamo vivi per riequilibrare l’ecosistema.
La destra e la sinistra

pensierispettinati:

kaplan ti spiega il mondo
1 year ago
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