la vita, l'universo eccetera

secondo l'immodesta opinione

di Davide L. Malesi.

E’ bello e condivisibile l’articolo di Serge Latouche sull’austerità consapevole, sulla necessità di una società della decrescita per salvarsi dalla catastrofe ambientale, energetica e sociale incipiente. Tutti i giorni il mondo ci offre argomenti per spendere di meno, mangiare di meno, consumare meno benzina ecc. D’accordo.
Ora, io mi chiedo, se questo funziona per noi da queste parti occidentali, se il discorso fa opportunamente leva sul nostro senso di colpa di sfruttatori, colonizzatori obesi e consumatori compulsulsivi, perché dovrebbe funzionare anche per un brasiliano, un messicano, un sudafricano? Perché un cinese che ne ha le palle piene di andare in bici e si è appena comprato la macchina dovrebbe lasciarla in garage? Se l’abitante di Soweto conoscesse Alberto Sordi potrebbe obiettare: «m’avete mandato a piedi finora, posso esse’ ancora un po’ incazzato?».
Forse l’infernale Bloom ha fatto la pentola e ha dimenticato il coperchio: Goethe ha scritto una grottesca parodia, è vero, ma non si è limitato a parodiare i miti classici e cristiani. È andato più in là: ha parodiato la stessa creazione artistica, l’ha smascherata come il sogno autoerotico di chi va in cerca del kantiano “sentimento del sublime” dipingendo una tela, scolpendo il marmo, imbrattando carte.