il museo del mondo

cose che val la pena di leggere, vedere, sapere, conoscere etc. etc. (secondo l'immodesta opinione di Davide L. Malesi).

July 21, 08

“Ci sono giorni in cui parlare costa veramente una gran fatica. Uno avrebbe voglia di usare gli stessi dieci, quindici vocaboli in qualunque conversazione. Sì, la splendida complessità del mondo, mi rendo conto. Lo scambio delle idee, come no. Una prospettiva diversa sulle cose: eh, non siamo mica animali. Però, delle volte, non c’è niente come il minimo indispensabile. La vita? Breve. Quella ragazza? Gnocca. L’emergenza rom? Ma valà. E dopo ci si va a stendere sull’amaca, in giardino, che è il posto dei saggi.”

Monday Basic

Volevo citare solo il finale che è bellissimo, ma tutto il pezzetto merita e quindi…

(via seia)

Schifosissime guardie di merda (il titolo è mio)

C´è pure la televisione, per raccontare come la gioventù romana si diverte a Trastevere il venerdì sera. L´ora dell´aperitivo. […] Le sirene della polizia colgono tutti di sorpresa. Non è un semplice controllo: tre macchine e una camionetta vuota che ha tutta l´impressione di dover essere riempita. […] Mi fermo ad osservare, come molti altri. Non è curiosità, la mia. È un istinto di controllo. I poliziotti iniziano a sbaraccare i banchetti. […] A operazione conclusa vado dal signore in borghese, mi presento, «sono un giornalista e ho assistito alla scena. Perché avete fermato solo gli stranieri?» chiedo. La risposta è eloquente. «Portatelo via, identificatelo, e controllate,» aggiunge guardandomi negli occhi […] «Perché avete fermato solo gli stranieri?» […] mi risponde, anche se - dice - non sarebbe tenuto: «perché questi sono tutti irregolari.» Balle, ho visto con i miei occhi la donna togolese dare il proprio permesso di soggiorno al poliziotto, prima. Ma non mi aspettavo certo una risposta veritiera. «Certo che non avevi proprio nient´altro di meglio da fare» dice con sprezzo [merdaccia!] uno degli agenti. […] Chiedo di sapere i loro nomi e gradi, come avevo fatto già con l´uomo in borghese al principio, convinto che per legge sia un loro dovere identificarsi. Un altro poliziotto […] mi dà la sua versione della legge. «Vedi qual è la differenza, è che io posso chiederti come ti chiami e tu non puoi chiedermi niente, chi comanda sono io.» Un suo collega aggiunge: «certo, se lo vuoi mettere per iscritto è diverso, ma non te lo consiglio, la cosa si farebbe piuttosto scomoda.» La minaccia mancava, in effetti.
Luca Trinchieri (da leggere tutto!) già pubblicato su Liberazione. (via blazar) (via nipresa)

Aldo Bianzino, ucciso »

hardcorejudas:

chewzer:antonellab:

Di Aldo Bianzino si è parlato meno di Federico Aldrovandi e più di Riccardo Rasman, ma la scala dell’infamia è identica. Bianzino era un falegname di 44 anni che abitava in una frazione di Città di Castello, in Umbria. Un uomo pacifico, un po’ solitario, che si era convertito a filosofie orientali. Sostanzialmente apolitico. Viveva in un casolare di campagna. […]Il 12 ottobre 2007, un venerdì, la squadra mobile fa irruzione nel suo campo. Scopre un centinaio di piantine di canapa indiana. Arresta lui e la sua compagna. Lo rinchiude in un carcere di Perugia. Fino a quel momento Bianzino sta bene. Deve restare in isolamento fino al lunedì, quando è previsto un incontro con il giudice titolare dell’inchiesta.
E’ tutto, grosso modo, legale. Bianzino parla di uso personale dell’hashish da lui coltivato, la polizia contesta la versione. […]Se le sostanze suddette sono un problema […] di certo Bianzino non aveva un’organizzazione industriale alle spalle, né contatti con la malavita. In casa gli trovano 30 euro in tutto. Di sicuro c’è una cosa sola: se è reato consumare droghe leggere (e mai reato mi fu tanto indifferente), né la legge italiana, anche sotto l’attuale governo di destra estrema, né alcun’altra legislazione del mondo civilizzato prevedono per esso la pena di morte.
Invece, domenica 14 ottobre, Aldo Bianzino è trovato cadavere nella sua cella. La prima versione ufficiale, ridicola, parla di infarto. L’autopsia scopre ben altro: costole rotte, fegato e milza spappolati, ben quattro ematomi cerebrali.