la vita, l'universo eccetera

secondo l'immodesta opinione

di Davide L. Malesi.

Ho voluto provare perché in tanti me l’avevano raccontato, eppure poteva sembrare lo stesso una leggenda metropolitana. Se non ci credete, fatelo anche voi: provate a calarvi nei panni di un laureato trentenne, e scegliete come me una laurea di quelle a prova di critiche: ingegneria informatica. Parlo di una laurea completa, non di un corso breve, i tre anni che sono poco più di un diploma. Fingete di aver preso 110 e lode e di aver avuto già alcune esperienze di lavoro, scrivete il tutto in un curriculum, poi andate a cercare tra le offerte di lavoro quelle che fanno al caso vostro…
L’altra sera ho letto una scritta sul muro di un bagno: “agisci da prepotente e pensa da vittima”. Ecco, credo che gli ideologi del Blocco Studentesco siano maturati in cessi simili.

La Royal Navy e i Royal Marines utilizzano un modulo chiamato S206 per riportare la valutazione di efficienza di un ufficiale da parte dei suoi superiori. Queste sono frasi prese da veri S206:

-I suoi uomini lo seguono…ma è pura curiosità.
-Affogherebbe nella pozzanghera di un parcheggio.
-Quando assegnato alla mia nave questo ufficiale era una specie di nonnina. Da allora è notevolmente invecchiato.
-Questo ufficiale medico ha usato la mia nave per trasportare i suoi genitali di porto in porto e i miei ufficili per farsi trasportare di bar in bar.
-Dal mio ultimo rapporto ha toccato il fondo e ha incominciato a scavare.
-Si prefigge obbiettivi personali minimi e fallisce costantemente nel raggiungerli.
-Ha la saggezza della gioventù e l’energia della vecchiaia.
-Questo ufficiale andrà lontano, e prima comincia meglio è.
-Quest’uomo sta privando un villaggio da qualche parte del suo idiota.
-Lavora bene purchè sotto costante supervisione e intrappolato all’angolo come un topo.

Qualche mese fa, per il municipio di Londra, si sfidarono un conservatore pazzo, un eccentrico sindaco uscente e un ex poliziotto gay. Ora a Gerusalemme abbiamo: un miliardario russo, un rabbino ultraortodosso e un ingegnere informatico di destra.
Dunque Gianni Alemanno è stato ad Auschwitz. Lo hanno voluto accompagnare personalità di spicco della comunità ebraica romana. Il sindaco è apparso commosso dopo aver toccato con mano quel che rimane del lager e ha detto cose più o meno giuste sul fascismo, nazismo, razzismo. Tutto bene quindi? Io provo un certo disagio: Alemanno ha voluto parlare del “totalitarismo”, categoria che non dice niente nel mondo di oggi, e che è anche errato evocare ad Auschwitz. E questo per una ragione semplice: la storia è implacabile, il lager di Auschwitz fu liberato dall’Armata Rossa, quella di Stalin, il tiranno totalitario. Non lo dico per salvare la memoria del comunismo, anzi. Lo dico perché, davvero vorrei che Auschwitz diventasse quello che in realtà è: un luogo di memoria e un cimitero di oltre un milione di vittime. Mi dispiace che Auschwitz, stia diventando invece il luogo in cui i politici fanno pellegrinaggio per dire cose politicamente corrette.