la vita, l'universo eccetera

secondo l'immodesta opinione

di Davide L. Malesi.

Intanto dico che a me, ultimamente, mi chiamano spesso per fare dei discorsi, pubblici, anche su materie delle quali io non so tanto, o so poco, come in questa occasione, che, come dicevo prima, dovrei tenere un discorso in risposta alla domanda Cosa ci può andare a fare, un cieco, in un Museo di Arte Moderna in generale e nel museo di arte moderna della città di Bologna in particolare? Allora ci tenevo a chiarire subito che non sono un esperto di arte Moderna, né di arte Antica, del resto, a me viene anche da dire che non sono un esperto di niente, e questo non è che mi dispiaccia, anche per via che gli esperti, ultimamente, ne spuntan da tutte le parti, a me viene il dubbio che abbia ragione uno scrittore italiano contemporaneo quando dice che una volta c’erano i delinquenti, adesso ci sono gli esperti.

Ho fatto una lettura a Modena, l’altro giorno, c’era bisogno di qualcuno che mettesse su un divudì che ogni due tre minuti c’era da stoppare e poi far ripartire. Be’, quella lettura lì l’avevo già fatta altre due volte, e l’addetto al divudì, le altre due volte, era sempre stato uno che non ne sapeva niente, era la prima volta che faceva una cosa del genere, e allora stava attento, e la faceva bene, invece quella volta lì c’era un tecnico vero e proprio, un esperto, ma un esperto bravo, aveva capito le cose prima ancora che gliele spiegassi, difatti poi dopo è stato un disastro, non ne ha fatta una buona, per forza, era un esperto, un esperto è uno che sa già tutto, ha finito, chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato, per quello io cerco di non essere esperto di niente, ma è difficilissimo.

I fanatici delle religioni nordiche enfatizzano moltissimo il lato virile e bellicoso, quando non epico, delle saghe nordiche. […] I vikinghi erano un popolo moooolto, mooolto più dedito al piacere che alla guerra.

Uriel (via wolfstep)

Non so cosa abbia dato la stura a Uriel per questa sua tumblata, ma la si può sottoscrivere tutta quanta tranquillamente. Anzi, giusto per aggiungere un paio di dettagli: Odino era (fra altre cose) il dio della saggezza, e come te la utilizzava? Andando in giro a far di gare di sapienza con re e saggi umani, con l’accortezza, quando si trovava in difficoltà, di mettere in gioco nozioni che solo lui poteva sapere (e meno male che il trickster era Loki). Con il termine “vikingo”, poi, se vogliamo essere precisi, le stesse popolazioni nordiche indicavano non tanto una etnia, ma un periodo della propria vita, ovvero quegli anni in cui da giovani scapestrati si dedicavano alle razzie e alle scorribande (il tutto mica per la gloria e la potenza, ma semplicemente per godersi cibi-vini-donne dei posti che conquistavano) (e mai motivazione fu migliore, a guardar i risultati).

(via catastrofe)

D’altronde, era gente che quando scopriva un posto lo battezzava, chessò, “terra del vino” [Vinland]. Non so se mi spiego…

11 months ago
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