il museo del mondo
cose che val la pena di leggere, vedere, sapere, conoscere etc. etc.
(secondo l'immodesta opinione di Davide L. Malesi).
cose che val la pena di leggere, vedere, sapere, conoscere etc. etc.
(secondo l'immodesta opinione di Davide L. Malesi).
Di Aldo Bianzino si è parlato meno di Federico Aldrovandi e più di Riccardo Rasman, ma la scala dell’infamia è identica. Bianzino era un falegname di 44 anni che abitava in una frazione di Città di Castello, in Umbria. Un uomo pacifico, un po’ solitario, che si era convertito a filosofie orientali. Sostanzialmente apolitico. Viveva in un casolare di campagna. […]Il 12 ottobre 2007, un venerdì, la squadra mobile fa irruzione nel suo campo. Scopre un centinaio di piantine di canapa indiana. Arresta lui e la sua compagna. Lo rinchiude in un carcere di Perugia. Fino a quel momento Bianzino sta bene. Deve restare in isolamento fino al lunedì, quando è previsto un incontro con il giudice titolare dell’inchiesta.
E’ tutto, grosso modo, legale. Bianzino parla di uso personale dell’hashish da lui coltivato, la polizia contesta la versione. […]Se le sostanze suddette sono un problema […] di certo Bianzino non aveva un’organizzazione industriale alle spalle, né contatti con la malavita. In casa gli trovano 30 euro in tutto. Di sicuro c’è una cosa sola: se è reato consumare droghe leggere (e mai reato mi fu tanto indifferente), né la legge italiana, anche sotto l’attuale governo di destra estrema, né alcun’altra legislazione del mondo civilizzato prevedono per esso la pena di morte.
Invece, domenica 14 ottobre, Aldo Bianzino è trovato cadavere nella sua cella. La prima versione ufficiale, ridicola, parla di infarto. L’autopsia scopre ben altro: costole rotte, fegato e milza spappolati, ben quattro ematomi cerebrali.
Volevo citare solo il finale che è bellissimo, ma tutto il pezzetto merita e quindi…
(via seia)
“La coordinatrice per la Giornata Mondiale della Gioventù della comunità polacca cattolica di Sydney, la 24enne Basia Slusarczyk, ha spiegato a Zenit che il suo ragazzo, non cattolico, sta partecipando al rito di iniziazione cristiana per adulti. La sua conversione è stata innescata dall’esperienza di pregare con lei per i frutti della Giornata. «Sta assistendo alla Giornata Mondiale della Gioventù insieme a me e spero che la settimana di eventi e la solidarietà con così tanti cattolici di tutto il mondo lo rendano fiero di unirsi alla famiglia cattolica», ha detto Basia” (zenit.org, 15.7.2008).
Il fidanzato di una attivista cattolica potrebbe convertirsi al cattolicesimo, forse, si vedrà. Altri, in Australia, che stiano valutando l’eventualità di analoga decisione, stimolati in tal senso dalla visita di Sua Santità, con o senza co-stimolazione di persona cara? L’articolo non ne fa cenno, e però il titolo è: “Iniziano le conversioni grazie alla Giornata Mondiale della Gioventù”.
Be’, il titolo non è ingannevole: per arrivare a cento, a mille, a diecimila, centomila, eccetera, da uno bisogna iniziare. E forse quest’uno è stato trovato: certamente è stato esibito come fenomeno in atto.
«Le mie ferite sono profonde, Kro! Ma sopravvivo! Sopravvivo per farmi beffe di parole così arroganti pronunciate da qualcuno abituato a giudicare gli altri!»
Questi si che sono dialoghi! Un fumetto in cui ci sia una battuta del genere, pronunciata per giunta da un personaggio come il capoccione rosso dell’immagine accanto, ci dice prima di tutto una cosa: se devi fare una cazzata, falla grossa. E in effetti “Gli Eterni” di Jack Kirby (roba di trent’anni fa) si muove pericolosamente in bilico tra il capolavoro e la minchiata, lasciando al lettore il compito di decidere quale dei due aspetti prevalga.
”Promossa da Mussolini, Carlucci e Di Centa un’interpellanza urgente in commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati contro lo spot della TIM in cui una donna annuncia via SMS “aspettiamo un bambino” a diversi uomini.
Eh certo, non sia mai detto che le donne devono essere libere di andare a letto con chi vogliono.
”