il museo del mondo

cose che val la pena di leggere, vedere, sapere, conoscere etc. etc.
 (secondo l'immodesta opinione di Davide L. Malesi).

“E’ il tuo compleanno, ti hanno narcotizzato tipo, e quando ti svegli vomiti in giro, sbatti contro le cose ed il contenuto del tuo portafogli è sparso in giardino. La macchina? Andata. Anelli, orologi, ipod, computer… tutto andato a farsi un giro in Albania. Poi il carabiniere uno ti dice che sono arrivate le giostre per la sagra -che si sa cosa fanno i giostrai- e l’altro, il carabiniere due, più tardi in caserma ti dice che se avevi il satellitare era un conto, ma così è meglio se ti metti il cuore in pace, che alla fine ti hanno solo narcotizzato, mica accoltellato. Poi poco altro: passi il resto del sabato a dormire, d’altronde non è che puoi prendere la macchina e andare a farti un giro. Pensi cose sconnesse, giustifichi con distratta convinzione i roghi di campi nomadi, ti lamenti dicendo che se li volessero veramente beccare almeno le impronte potrebbero venire a rilevarle. Quello che rimane, quello che non hai il coraggio di confessare a nessuno, è che non importa con quanta attenzione ti frughi dentro: benché ti abbiano preso alcune tra le cose più care -cose per non perdere le quali credevi di essere disposto a morire- non provi alcun vero dispiacere. Non provi nulla.”

Aldo Bianzino, ucciso »

hardcorejudas:

chewzer:antonellab:

Di Aldo Bianzino si è parlato meno di Federico Aldrovandi e più di Riccardo Rasman, ma la scala dell’infamia è identica. Bianzino era un falegname di 44 anni che abitava in una frazione di Città di Castello, in Umbria. Un uomo pacifico, un po’ solitario, che si era convertito a filosofie orientali. Sostanzialmente apolitico. Viveva in un casolare di campagna. […]Il 12 ottobre 2007, un venerdì, la squadra mobile fa irruzione nel suo campo. Scopre un centinaio di piantine di canapa indiana. Arresta lui e la sua compagna. Lo rinchiude in un carcere di Perugia. Fino a quel momento Bianzino sta bene. Deve restare in isolamento fino al lunedì, quando è previsto un incontro con il giudice titolare dell’inchiesta.
E’ tutto, grosso modo, legale. Bianzino parla di uso personale dell’hashish da lui coltivato, la polizia contesta la versione. […]Se le sostanze suddette sono un problema […] di certo Bianzino non aveva un’organizzazione industriale alle spalle, né contatti con la malavita. In casa gli trovano 30 euro in tutto. Di sicuro c’è una cosa sola: se è reato consumare droghe leggere (e mai reato mi fu tanto indifferente), né la legge italiana, anche sotto l’attuale governo di destra estrema, né alcun’altra legislazione del mondo civilizzato prevedono per esso la pena di morte.
Invece, domenica 14 ottobre, Aldo Bianzino è trovato cadavere nella sua cella. La prima versione ufficiale, ridicola, parla di infarto. L’autopsia scopre ben altro: costole rotte, fegato e milza spappolati, ben quattro ematomi cerebrali.

Schifosissime guardie di merda (il titolo è mio)

C´è pure la televisione, per raccontare come la gioventù romana si diverte a Trastevere il venerdì sera. L´ora dell´aperitivo. […] Le sirene della polizia colgono tutti di sorpresa. Non è un semplice controllo: tre macchine e una camionetta vuota che ha tutta l´impressione di dover essere riempita. […] Mi fermo ad osservare, come molti altri. Non è curiosità, la mia. È un istinto di controllo. I poliziotti iniziano a sbaraccare i banchetti. […] A operazione conclusa vado dal signore in borghese, mi presento, «sono un giornalista e ho assistito alla scena. Perché avete fermato solo gli stranieri?» chiedo. La risposta è eloquente. «Portatelo via, identificatelo, e controllate,» aggiunge guardandomi negli occhi […] «Perché avete fermato solo gli stranieri?» […] mi risponde, anche se - dice - non sarebbe tenuto: «perché questi sono tutti irregolari.» Balle, ho visto con i miei occhi la donna togolese dare il proprio permesso di soggiorno al poliziotto, prima. Ma non mi aspettavo certo una risposta veritiera. «Certo che non avevi proprio nient´altro di meglio da fare» dice con sprezzo [merdaccia!] uno degli agenti. […] Chiedo di sapere i loro nomi e gradi, come avevo fatto già con l´uomo in borghese al principio, convinto che per legge sia un loro dovere identificarsi. Un altro poliziotto […] mi dà la sua versione della legge. «Vedi qual è la differenza, è che io posso chiederti come ti chiami e tu non puoi chiedermi niente, chi comanda sono io.» Un suo collega aggiunge: «certo, se lo vuoi mettere per iscritto è diverso, ma non te lo consiglio, la cosa si farebbe piuttosto scomoda.» La minaccia mancava, in effetti.
Luca Trinchieri (da leggere tutto!) già pubblicato su Liberazione. (via blazar) (via nipresa)

“Ci sono giorni in cui parlare costa veramente una gran fatica. Uno avrebbe voglia di usare gli stessi dieci, quindici vocaboli in qualunque conversazione. Sì, la splendida complessità del mondo, mi rendo conto. Lo scambio delle idee, come no. Una prospettiva diversa sulle cose: eh, non siamo mica animali. Però, delle volte, non c’è niente come il minimo indispensabile. La vita? Breve. Quella ragazza? Gnocca. L’emergenza rom? Ma valà. E dopo ci si va a stendere sull’amaca, in giardino, che è il posto dei saggi.”

Monday Basic

Volevo citare solo il finale che è bellissimo, ma tutto il pezzetto merita e quindi…

(via seia)

“La coordinatrice per la Giornata Mondiale della Gioventù della comunità polacca cattolica di Sydney, la 24enne Basia Slusarczyk, ha spiegato a Zenit che il suo ragazzo, non cattolico, sta partecipando al rito di iniziazione cristiana per adulti. La sua conversione è stata innescata dall’esperienza di pregare con lei per i frutti della Giornata. «Sta assistendo alla Giornata Mondiale della Gioventù insieme a me e spero che la settimana di eventi e la solidarietà con così tanti cattolici di tutto il mondo lo rendano fiero di unirsi alla famiglia cattolica», ha detto Basia” (zenit.org, 15.7.2008).

Il fidanzato di una attivista cattolica potrebbe convertirsi al cattolicesimo, forse, si vedrà. Altri, in Australia, che stiano valutando l’eventualità di analoga decisione, stimolati in tal senso dalla visita di Sua Santità, con o senza co-stimolazione di persona cara? L’articolo non ne fa cenno, e però il titolo è: “Iniziano le conversioni grazie alla Giornata Mondiale della Gioventù”.
Be’, il titolo non è ingannevole: per arrivare a cento, a mille, a diecimila, centomila, eccetera, da uno bisogna iniziare. E forse quest’uno è stato trovato: certamente è stato esibito come fenomeno in atto.

“Vladimir Nikolaevich Mashkov, infatti, Zio Vova per gli amici, saggio e robusto elettricista sovietico, incontra per la prima volta il suo compagno di avventure, il timido e smilzo Gedevan Alexandrovich Alexidze (detto il Violinista perchè, non ci crederete, suona il violino in un’orchestra), per le strade di Mosca. I due si fermano a prestar soccorso a un tizio che afferma di provenire da un altro pianeta; trovandosi nella Russia degli anni ‘8o sono più propensi a credere che si tratti di un ubriaco, e così quando il misterioso raggio teletrasportatore si attiva, si trovano sparati dall’altra parte dell’universo. L’idea in sè non è certo una novità: dai tempi di John Carter di Marte e del Barone di Munchhausen, la storia del tizio su un altro pianeta che deve trovare il modo di tornare a casa è uno dei Grandi ed Onorati Clichès della fantascienza. Così come il mondo postapocalittico, ridotto a un deserto cosparso di rovine arrugginite, dove pochi superstiti si contendono le scarse risorse vitali - tipo Mad Max, per intenderci, o Dune. Quello che fa la differenza è il modo di raccontare queste storie; e qui abbiamo tutto lo squallore, i personaggi grotteschi, i paradossi della burocrazia e quell’incredibile atmosfera di miseria stabile, economica e morale, talmente tragica da risultare comica, che solo la Grande Madre Russia ci ha potuto regalare. Oppure Alan Ford.”

«Le mie ferite sono profonde, Kro! Ma sopravvivo! Sopravvivo per farmi beffe di parole così arroganti pronunciate da qualcuno abituato a giudicare gli altri!»

Questi si che sono dialoghi! Un fumetto in cui ci sia una battuta del genere, pronunciata per giunta da un personaggio come il capoccione rosso dell’immagine accanto, ci dice prima di tutto una cosa: se devi fare una cazzata, falla grossa. E in effetti “Gli Eterni” di Jack Kirby (roba di trent’anni fa) si muove pericolosamente in bilico tra il capolavoro e la minchiata, lasciando al lettore il compito di decidere quale dei due aspetti prevalga.

Promossa da Mussolini, Carlucci e Di Centa un’interpellanza urgente in commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati contro lo spot della TIM in cui una donna annuncia via SMS “aspettiamo un bambino” a diversi uomini.

Eh certo, non sia mai detto che le donne devono essere libere di andare a letto con chi vogliono.

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