… siccome siamo in terra di guelfi e ghibellini, la proposta dell’associazione Biblia di leggere la Bibbia a scuola in una prospettiva culturale e non  confessionale fa rizzare il pelo a molti: che poi tre quarti della letteratura occidentale - per non parlare della filosofia -  non possano prescindere da riferimenti (anche ostili, perché no?) all’Antico e al Nuovo Testamento (senza contare che un po’ di sana filologia biblica spezzerebbe le gambe a priori alle pretese ermeneutiche di Testimoni di Geova e similia, che sull’ignoranza altrui campano e prosperano) evidentemente fa poco effetto. Poi si potrebbero leggere anche il Corano, Confucio, Lao - tse, Buddha e chi più ne ha più ne metta: anything goes, commenterebbe qualcuno. Ma non si venga a dire che l’impatto di Confucio, per dire, sulla nostra cultura è pari a quello del Vangelo, perché un’affermazione del genere è frutto di un relativismo da quattro soldi.