Voilà, ho finito il capitolo XXX, nonché il Libro Primo. Parentesi apparentemente povera, quella di Julian rinchiuso in un aridissimo seminario. La sua innata ambizione, che abbisogna di interlocutori all’altezza, deve infrangersi contro centinaia di automi che recitano il latino senza capire tutto quello che dicono. Prova non più il gusto dell’autoisolamento, ma l’angoscia dell’esclusione. Viene visto con disprezzo da tutti quei pretini, troppo ignoranti per esser conquistati. Loro si contentano di diventare euforici quando il desco propone salsicce e crauti, e guardano con sospetto Julian, che per contro non gliene importa niente di quel che si mangia.