Dalla commistione di thrash e death metal dei primi successi, tuttavia, Jovaburzum si discosta ben presto avvicinandosi gradualmente al modello della musica ambient, ispirata dalla classica europea, caratterizzata comunque da tendenze minimaliste ed atmosfere cupe. All’evoluzione musicale corrisponde un mutare dei testi dei suoi brani, che nel corso degli anni tendono a toccare temi sempre più filosofici, la mitologia nordica e il nazismo, più tipici dello stile cantautorale italiano. Parallelamente aumenta anche il suo impegno sociale e politico. Razionalista convinto, ha frequentemente collaborato con progetti filantropici come la “Black Metal Mafia” ed ha contribuito alle manifestazioni in favore del rogo delle chiese e delle dissacrazioni di cimiteri. Nel 1994 è stato accusato di aver ucciso Claudio Cecchetto, suo mentore, e per questo condannato a portare i rasta per vent’anni.