Posted on Monday, 21 January 2008
La cosa brutta dei romanzi russi è che i personaggi hanno dei nomi complicatissimi e delle parentele ancor più complicate, per non parlare del grado che occupano nella società della Russia zarista dell’epoca, così rigidamente stratificata. Ciò comporta, per quanto mi riguarda, la compilazione di schemini finalizzati a ricordarmi chi è e come si chiama ogni personaggio e che ruolo ha. Solo che poi gli schemini, a mano a mano che li aggiorno, diventano più complicati del romanzo e perdo più tempo a raccapezzarmi nello schemino che non a leggere il romanzo.