Quando Borges decise di trasferirsi a vivere - anzi, a morire, data l’età – a Ginevra, in Argentina furono in molti a protestare. Lo scrittore era un patrimonio nazionale, così facendo danneggiava l’immagine del suo paese. Lui replicò che aveva bisogno di tranquillità e solitudine, e Buenos Aires in questo senso non era il luogo più adatto. Il carattere espansivo del latino-americano, unito alla sua enorme fama, facevano sì che dovunque si spostasse veniva riconosciuto e fermato. In Svizzera non sarebbe successo, sono più discreti e rispettosi della privacy. Borges affermava che la civiltà di quel paese si misura dal fatto che all’estero nessuno conosce il nome del suo Presidente.