Può anche darsi che, come sosteneva Pasolini, il 1° maggio 1968 il popolo fosse tra le fila della polizia che caricò gli studenti a Valle Giulia. Può anche darsi. Ma quella volta, come quel 28 giugno 1857, il popolo stava dalla parte sbagliata. Eppoi quando Pasolini scrive: “I ragazzi poliziotti / che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione / risorgimentale) / di figli di papà, avete bastonato, / appartengono all’altra classe sociale” converrete con me che è retorica intellettualmente disonesta. A bastonare fu il popolo: sia gli eletti teppisti risorgimentali, sia i borghesi studenti loro emuli.
E quella parte sbagliata non era sbagliata per astratti valori di giustizia sociale: non era la povertà contro la ricchezza, ma la povertà al servizio della ricchezza contro alcuni figli di quella ricchezza. Era sbagliata per concrete motivazioni di migliore qualità della vita. Cose, poche, che verranno poi ottenute nel corso degli anni settanta.